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Definizione di Ipotermia.
Abbassamento della temperatura corporea.
Al di sotto dei valori normali si può osservare nell'assideramento, e in diverse situazioni patologiche nelle quali siano rallentati i processi ossidativi tissutali, dai quali dipende la produzione di calore, o quando siano alterati i meccanismi nervosi che presiedono alla termoregolazione.
Così si ha ipotermia negli stati di denutrizione, in diverse malattie endocrine (per es. nel mixedema, nel morbo di Addison), negli stati di shock e di collasso, in alcune intossicazioni (per es. negli avvelenamenti da fosforo, da piombo, da arsenio, nell'uremia, nell'intossicazione alcolica acuta) e anche nel pretermine (i neonati prematuramente), i cui meccanismi di termoregolazione sono del tutto insufficienti.
Infatti, sia per l'immaturità dei centri nervosi termoregolatori che non consente al corpo di adattarsi rapidamente alle variazioni della temperatura ambiente, sia per la notevole dispersione del calore dalla superficie cutanea, molto estesa in rapporto alla piccola massa del corpo, e non isolata, per mancanza del tessuto adiposo, la temperatura corporea tende ad abbassarsi col rischio di compromettere sia un equilibrio metabolico già precario (facendo abbassare la glicemia), sia le condizioni d'ossigenazione, aumentando il fabbisogno d'ossigeno.
Per tutti questi motivi la reazione termica, già inadeguata nel nato a termine, nel pretermine è particolarmente lenta ed esigua, ulteriormente aggravata da una ridottissima produzione endogena di calorie perché è poco il materiale da bruciare disponibile, infatti, quanto più il bambino è piccolo, tanto più sono scarse le riserve di grasso bruno e di glicogeno epatico, e anche l'apporto calorico alimentare è molto limitato nei primi giorni di vita.
Il neonato deve quindi essere posto al più presto in incubatrice, con una temperatura superiore ai 30°C e con un alto tenore d'umidità (70-80%), per farlo stare al caldo evitandone la disidratazione.
Per limitare al massimo la dispersione di calore dal corpo, i piccoli di peso inferiore a 1.500 grammi sono spesso avvolti in una copertina di plastica.
Solo quando la temperatura corporea si è stabilizzata al disopra dei 36°C il neonato può essere tolto dall'incubatrice.
Il termine ipotermia viene anche impiegato per indicare quegli abbassamenti di temperatura che vengono ottenuti artificialmente, soprattutto in campo chirurgico.
L'organismo umano può tollerare senza danni permanenti temperature corporee anche notevolmente basse (20-24° C): in queste condizioni si ha un rallentamento di tutti i processi metabolici, un abbassamento della pressione sanguigna, un rallentamento del battito cardiaco, ed anche la perdita della coscienza.
Ciò permette di arrestare per un certo tempo la circolazione, consentendo interventi chirurgici altrimenti impossibili (interventi sul cervello, o interventi cardiochirurgici a cuore aperto).
Si parla di ipotermia profonda quando la temperatura viene abbassata sino a 15-20°C.
L'ipotermia artificiale in campo chirurgico viene ottenuta bloccando con farmaci opportuni i meccanismi della termoregolazione e raffreddando l'organismo con ghiaccio applicato alla superficie corporea, oppure raffreddando il sangue entro sistemi di circolazione extracorporea e poi immettendolo di nuovo in circolo.
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