Iperestensione del capo
La mancanza di apporto di ossigeno alle cellule
cerebrali (anossia cerebrale) produce lesioni che
sono dapprima reversibili ma che diventano
irreversibili dopo circa 6-10 minuti di assenza di
circolo.
L'attuazione di procedure atte a mantenere una
ossigenazione d'emergenza può interrompere la
progressione verso una condizione di
irreversibilità dei danni tessutali.
Qualora il circolo venga ripristinato ma il soccorso
sia stato ritardato o inadeguato, l'anossia
cerebrale prolungata si manifesterà con esiti di
entità variabile: stato di coma persistente, deficit
motori o sensoriali, alterazioni delle capacità
cognitive o della sfera affettiva, ecc.
La possibilità
di prevenire il danno anossico dipende dalla
rapidità e dalla efficacia delle procedure di
soccorso, ed in particolare alla corretta
applicazione della "catena della sopravvivenza".
Instaurare la pervietà delle vie aeree.
Sollevare quindi con due dita il mento e spingere la testa all'indietro appoggiando l'altra mano sulla fronte per ottenere una leggera iperestensione del capo.
Questa manovra impedisce la caduta indietro della lingua e permette il passaggio dell'aria.
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