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Scheda " frattura "



immagine batteri La frattura è un'interruzione nella continuità di un osso.

Può essere causata da un trauma che supera la forza di resistenza di un osso sano, ovvero da sollecitazioni che provocano la frattura a causa di malattie che rendono l'osso più fragile, per esempio nel caso dell'osteoporosi.
Sebbene la frattura produca in genere tumefazione e dolore acuto, alcune fratture lievi o parziali dell'osso (per esempio le fratture da stress) possono causare dolore progressivamente nei giorni successivi.
Pertanto, qualora compaiano certi sintomi nei giorni successivi a un trauma è necessario eseguire degli accertamenti specifici per verificare lo stato delle ossa.
A volte non è semplice distinguere una frattura da altri traumi, per esempio una lussazione.

Fattori di rischio
Conoscere i fattori di rischio che possono portare alle fratture significa ridurre la loro incidenza.
Le fratture vertebrali sono spesso spontanee o dovute allo sforzo sostenuto nel sollevare un peso; le fratture del femore, dell'omero o del polso, invece, sono conseguenti a una caduta. I fattori di rischio si distinguono, generalmente, in:
- ambientali: pavimenti a cera scivolosi o bagnati, tappeti con bordi sollevati o che non aderiscono stabilmente al pavimento, mobili troppo alti che comportano il dover salire su scale o sedie, scale non fornite di corrimano o con gradini di diverse dimensioni, bagni con piatto doccia o vasca da bagno scivolose, banali cadute, incidenti stradali.
É consigliato l'uso di calzature morbide con suola antiscivolo e, in particolari condizioni, il ricorso al bastone

- fattori clinici (dovuti alla presenza di malattie concomitanti che compromettono la stabilità e l'equilibrio, favorendo le cadute), per esempio: malattie croniche a carico dell'apparato locomotore (artrosi, artrite reumatoide, ecc.) invalidanti, disturbi del ritmo cardiaco, improvviso calo della pressione arteriosa, deficit della vista, scarsa coordinazione dei movimenti, alterazione dell'equilibrio, uso di farmaci in grado di alterare lo stato di vigilanza (sedativi, ipnotici, antidepressivi, ecc.) o di alcool.

Tra i sintomi più comuni di frattura ci sono: - tumefazione
- dolore acuto
- raramente, dolore che insorge anche dopo diverse ore dal trauma e aumenta con il passare del tempo.

Occorre un soccorso medico immediato se:
- il paziente è in stato di shock, non si muove, ha difficoltà a respirare, l'arto si presenta deformato o la cute è stata lacerata dai monconi di frattura
- la parte colpita, soprattutto se lontana dal cuore (per esempio un dito o l'estremità di un arto), appare bluastra sulla punta si avverte dolore al minimo movimento o pressione.

Tipi di frattura
La frattura si definisce:
- composta, quando due o più frammenti di osso a livello dell'interruzione rimangono nella posizione anatomica (questo tipo di frattura può non essere del tutto evidente all'esame radiografico)
- scomposta, quando i monconi o i frammenti sono spostati rispetto alla pozione anatomica (è in genere visibile una deformazione dell'osso)
- esposta, quando anche la cute è stata lacerata e la lesione è quindi esposta all'aria, con rischio di infezioni.

Trattamento
La terapia è conservativa (gessi) nella maggior parte delle fratture composte mentre è chirurgica in quelle scomposte e/o esposte.
Queste ultime, conducono spesso alle infezioni per contaminazione batterica, nonostante si intervenga correttamente.
Le fratture guariscono in genere in circa 30 giorni nei segmenti di modeste dimensioni ed in 3-6 mesi nelle ossa lunghe degli arti.



Informazioni da: (desunto da " Angelini.it ")


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