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Metto la sveglia alle 5:45 di un freddo sabato mattina di dicembre.
Ho l’appuntamento con i volontari della Pubblica Assistenza Pianoro alle 6:15 presso la sede in via del Lavoro 15. Lì mi aspettano Maurizio e Claudio, due volontari che si dedicano ai servizi sociali, per portare le persone ogni giorno a fare la dialisi oppure le visite in ospedale.
Mi attende anche il presidente della PAP Riccardo Piloni.
Insieme abbiamo deciso di passare una giornata in Pubblica per poter raccontare cosa fanno i nostri volontari.

Per diventare componenti operativi dell’associazione bisogna partecipare al “Corso di primo soccorso per la popolazione”.
Poi chi è maggiormente interessato frequenta un ulteriore corso propedeutico per essere destinato ai servizi sociali o all’emergenza, per diventare prima barelliere, poi soccorritore, poi autista soccorritore per guidare l’ambulanza.
Ogni passaggio necessità di un corso di formazione e di uno specifico esame.

Arrivo in Pubblica alle 6:20 ed i volontari sono già pronti, avendo controllato il mezzo e le sue dotazioni.
Partiamo con il pulmino attrezzato per i servizi sociali e carichiamo prima una persona a Pianoro centro e poi un’altra a Villa Luana a Rastignano.
Sono due dializzati che alle 7:15 devono essere al Bellaria per attaccarsi alle macchine per depurare il sangue e resteranno lì per tutta la mattinata.
I due volontari hanno un sorriso fantastico.
Oramai sono conosciuti e ben voluti dalle famiglie, spesso viene offerto loro anche un caffè e si trovano sempre cinque minuti per parlare con i parenti dello stato di salute del paziente, che spesso diventa un amico.
La Pubblica ha 150 volontari e 5 dipendenti; gestisce risorse per circa 400mila euro all’anno in parte coperti dai rimborsi Asl per i servizi in convenzione con il 118 e in parte dalle continue oblazioni della popolazione e dalla destinazione, attraverso la dichiarazione dei redditi, del 5×1000.

Fondamentali sono anche le donazioni di singole aziende del territorio o di singoli cittadini pianoresi che grazie al loro cospicuo contributo hanno permesso in tutti questi anni di acquistare quattro ambulanze, un pulmino multifunzione che può contenere nove posti a sedere oppure tre carrozzine oppure una barella, un pulmino che può ospitare due carrozzine oppure otto posti a sedere, sei pulmini con pedana elevatrice per trasporto disabili per i servizi sociali di cui l’ultimo donato insieme ad una sedia motorizzata, una jeep 4×4 con traino per il gruppo elettrogeno della Protezione Civile. La Pubblica gestisce, in collegamento con il 118, l’emergenza sul territorio.

Fondamentale il ruolo del centralino nel ricevere le richieste dei cittadini per i servizi sociali e organizzare gli interventi, ma sono anche fondamentali i servizi tecnici ossia i volontari che si occupano della gestione degli autoveicoli, ed i servizi informatici ed amministrativi ossia chi tiene dietro all’associazione.

Scaricati al Bellaria i due pazienti pianoresi, ripartiamo e andiamo a San Lazzaro a caricare un altro dializzato da portare in ospedale. In questo caso, l’appartamento è con barriere architettoniche, senza ascensore, al quarto piano e quindi i volontari devono utilizzare la speciale sedia motorizzata che permette di scendere e salire le scale senza fare fatica. Mentre i volontari ritornano al Bellaria per quest’ultimo servizio, io e Riccardo ritorniamo alla sede e facciamo in tempo a salutare i due volontari che si stanno recando a Lama di Setta per un corso di aggiornamento.

Incontriamo poi l’equipaggio di emergenza, Enrico soccorritore, studente di ingegneria e Hakim autista soccorritore dipendente della Pap, che sono pronti per intervenire con l’ambulanza nel caso arrivi la chiamata della centrale 118 perché è successo qualcosa. Hanno appena sostituito i loro colleghi Filippo e Monica che sono rimasti operativi tutta la notte. “Ho sempre voluto fare il volontario perché fin da bambino vedevo il mio vicino in divisa "– ci racconta Enrico – noi facciamo manovre non invasive e rispettiamo i protocolli e salviamo le vite.
Certo ci assumiamo delle responsabilità ma ci formiamo bene ed impariamo le tecniche corrette dopo un periodo di teoria e tanta pratica e soprattutto facciamo del bene alle persone”.


In associazione intanto arrivano sei volontari che oggi affronteranno l’esame per diventare soccorritori dell’emergenza.
L’esame viene gestito dallo storico direttore sanitario dottor Claudio Pennello e dalle infermiere volontarie dell’associazione che fanno parte della commissione sanitaria.
Simona 40 anni assistente alla poltrona, Claudio 37 artigiano edile, Francesco 32 impiegato, Carlo 35 enologo, Renata 63 impiegata e Luciano 51 terapista della riabilitazione, sono i sei volontari che dovranno affrontare oltre tre ore di prove, tra lo scritto (30 domande in 30 minuti) e orali e pratiche per diventare soccorritori di tipo A e quindi andare sulle ambulanze a salvare la vita di noi pianoresi, e non solo.

“Mettere il tempo a disposizione degli altri è una gioia immensa – ci racconta Carlo – spero che quando sarò io ad avere il bisogno, vi saranno altre persone che mi aiuteranno”.

Mentre aspettiamo un servizio di emergenza, ecco che incontro Archimede il volontario che si occupa dei mezzi che devono essere costantemente manutenuti, nel periodo invernale con le gomme da neve in regola, sempre pronti a partire per un’emergenza.

La Pubblica ha anche partecipato in passato agli aiuti per i terremoti all’Aquila, nel Centro Italia e a Mirandola. Ogni attività dell’associazione è controllata dal direttore sanitario che verifica anche le relazioni che vengono stilate sui servizi con particolare difficoltà o con un codice di gravità molto elevato.

Intanto arriva la prima emergenza a Rastignano.

L’ambulanza parte a tutta velocità, con lampeggianti e sirene spiegate e noi dietro con l’autovettura (rispettando il codice della strada!) arriviamo a Rastignano quando loro stanno caricando la persona, che presenta forti dolori all’addome e via d’urgenza al Pronto Soccorso del Sant’Orsola.

Chiediamo a diversi volontari “Perché lo fai? perché stai qui in ambulanza invece di startene a casa davanti alla TV”?
Le risposte sono diverse: “…lo faccio per me stesso perché comunque aiutare gli altri mi fa felice”,
“…lo faccio per gli altri perché è un volontariato e bisogna che l’uomo impari ad aiutare chi ha bisogno”, “
…lo faccio perché se l’ambulanza parte da Pianoro arriva prima a salvare i pianoresi piuttosto che aspettare un mezzo da Bologna”,
“…è un modo per aiutarci a vicenda, anche se questo è un sacrificio per le nostre famiglie che diverse sere alla settimana devono rinunciare alla nostra presenza”,
“…lo faccio perché è un modo per dare una risposta alla malattia e alla sofferenza degli altri”.


La Pubblica di Pianoro nel tempo è sempre stata molto attenta a saper usare bene i presidi, tanto da diventare Centro Ferno per insegnare l’utilizzo di particolari attrezzature sanitarie
Presso l’associazione ha sede anche il Centro IRC per la formazione e il rilascio dell’abilitazione agli operatori sull’uso del defibrillatore (corso BLSD).

È bello ricordare che, tranne i dipendenti, tutti i volontari della Pubblica non percepiscono un Euro, dedicando il proprio tempo libero da 32 anni a questa parte ai servizi sociali, all’emergenza, al centralino, alla cura degli automezzi, alla protezione civile, e ai servizi di gestione amministrativa dell’associazione, tutti compiti fondamentali.

Offrire un po’ del proprio “tempo” a favore degli altri è anche un modo per rimettersi in gioco, per costruire una rete di competenze e acquisirne nuove.

Chiamate in associazione e le centraliniste potranno illustrarvi più dettagliatamente come fare.